Al momento non vi è alcuna minaccia “imminente” per il territorio della NATO da parte della Russia. Ad affermarlo è il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, dopo le minacce di Mosca di impiegare tutto il proprio arsenale, comprese le armi nucleari, qualora l’Alleanza occidentale tentasse di isolare l’exclave baltica di Kaliningrad. Il memorandum diplomatico inviato mercoledì affermava che Mosca disponeva di “informazioni secondo cui la NATO si starebbe preparando a un blocco aereo e navale di Kaliningrad”. La risposta dell’Alleanza è giunta tramite Rutte, che ha ribadito come la NATO sia un’alleanza difensiva e ha invitato la Russia a “porre fine alle minacce nucleari”, definendo il documento inutile.

Entrato a far parte dell’Unione Sovietica nel 1945 con l’Accordo di Potsdam e successivamente divenuto parte della Federazione Russa nel 1991, il territorio russo di Kaliningrad si affaccia sul Mar Baltico e confina con la Polonia e la Lituania, entrambe membri della NATO. La regione rappresenta un importante avamposto militare, ospitando la flotta russa del Baltico e sistemi missilistici Iskander in grado di trasportare testate nucleari. La minaccia lanciata da Mosca giunge a più di quattro anni e mezzo dall’inizio della guerra su vasta scala scatenata dalla Russia in Ucraina, mentre le tensioni si estendono sempre più agli Stati confinanti.

Secondo il premier polacco Tusk, il fianco orientale dell’Unione è sempre più a esposto alle minacce russe

Nelle scorse settimane la Polonia ha rafforzato le proprie misure di difesa aerea in seguito a presunte incursioni nel suo spazio aereo, mentre la Danimarca ha denunciato l’azione di una nave russa nel Mar Baltico a metà settembre, dalla quale sarebbero stati lanciati due razzi illuminanti verso un elicottero militare danese.

Intervenendo mercoledì a un evento organizzato da Euronews a Bruxelles, Rutte ha assicurato che la valutazione della minaccia rappresentata dalla Russia è rimasta invariata rispetto a tre settimane fa, tre mesi fa e un anno fa. Per l’ex premier olandese, la NATO ha reagito con “una certa calma”, sottolineando che la risposta alla minaccia russa fatta pervenire per via diplomatica è stata: “Siamo un’alleanza difensiva e la Russia deve porre fine alle minacce nucleari”. Rutte ha aggiunto che, se la Russia volesse agire contro la Finlandia, uno dei Paesi baltici, la Polonia o qualsiasi altro Paese della NATO, ciò sarebbe preceduto da un rafforzamento militare, precisando che gli Stati Uniti rimarrebbero coinvolti nella difesa dell’Europa con mezzi convenzionali e nucleari.

Nel frattempo, il segretario generale della NATO ha affermato che l’Alleanza continuerà a fare ciò che sta già facendo: sostenere l’Ucraina e investire nella propria difesa.

Rutte ha poi osservato che, al momento, il presidente russo Vladimir Putin non avrebbe alcun interesse a negoziare per porre fine alla guerra in Ucraina. “Per ballare il tango ci vogliono due persone”, ha detto. “Finora non sembra che Vladimir Putin sia disposto a ballare il tango quando si tratta di un accordo di pace”.

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